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Cammino della Luce
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Da Perugia ad Assisi (km 25)

si percorre sostanzialmente la stessa strada della classica "Marcia della Pace" evitando però quando possibile l'asfalto della strada principale che uscendo da porta s. Costanzo si dirige ad Assisi attraverso Ponte san Giovanni, Collestrada, Ospedalicchio, Bastiola. Partendo dalla Cattedrale ci si dirige attraverso piazza Matteotti, via Oberdan e le scalette poste in fondo verso la sottostante chiesa di S. Ercolano, corso Cavour (complesso di San Domenico), porta San Pietro, Borgo XX giugno (San Pietro), porta S. Costanzo fino alla sottostante grande rotatoria con una bella fontana al centro. Da qui prendendo a sinistra ci si dirige per una stradina secondaria verso la stazione ferroviaria di Piscille, si costeggia il cimitero e si giunge a Ponte San Giovanni dopo avere attraversato un passaggio a livello. Si prosegue fino al ponte sul Tevere e si costeggia la superstrada E 45 fino al primo sottopasso a destra che si attraversa e si prende la strada sterrata posta di fronte che conduce a Collestrada, passando davanti al cimitero.

Da Collestrada ad Assisi non occorrono indicazioni particolari perchè si naviga a vista prendendo come faro la basilica di San Francesco che sta di fronte. Se si vuole evitare la strada asfaltata, esiste un percorso alternativo, come indicato nella sottostante cartina. Giunti comunque al ponte sul torrente Tescio ci si dirige verso la strada in forte salita che conduce direttamente alla Basilica di San Francesco.

Da Assisi a Deruta (Km 22).

Partendo dal centro di Assisi (da qualsiasi punto: piazza del comune, San Rufino, S. Chiara, Sacro Convento, S. Damiano) ci si dirige verso la Chiesa di San Pietro, ove si consiglia una sosta prima della partenza tenuto anche conto della meta del pellegrinaggio, e si esce dalla città per la omonima porta San Pietro. Attraversata la piazza antistante (check point per gli autobus turistici) si scendono le scalette che portano alla cosiddetta “mattonata” ovvero la ricostruzione dell’antica strada mattonata che andava da Assisi alla Porziuncola e si segue la stessa fino alla Basilica di S. Maria degli Angeli (km 3). Oltre la grande piazza antistante, si attraversa la strada principale all’altezza della rotonda e si imbocca per via S. Bernardino da Siena, tutta diritta fino a Tordandrea (km 7). Attraversato il paese (via della Porziuncola e via del Santo Patrono) ad un incrocio si scorge una maestà (S. Rocco, S. Antonio), si prende a destra per via S. Simeone, in aperta campagna. Al primo quadrivio si prende a sinistra per via Ose e si prosegue per via Torte per confluire sulla sp 404 (via Assisi) duecento metri prima dell’attraversamento del ponte sul fiume Topino per giungere a Passaggio di Bettona (km

Dalla rotonda posta davanti alla chiesa della Madonna del Ponte si va verso destra fino a Signoria di Torgiano (Km 16) sp 403 e si prosegue verso Torgiano fino al bivio per Pontenuovo-Deruta (km 18), imboccare a sinistra la sp 400 fino a Pontenuovo (km 20) e proseguire per Deruta (km 22).

Note: si possono evitare circa 3,5 km di sp 403 tra Passaggio e Signoria, imboccando a destra (alla seconda rotonda a partire dalla chiesa della Madonna del Ponte, circa 500 m) per via Ponte di Ferro e proseguendo poi per via Salceto che riporta alla 403 nei pressi della loc. Signoria.

Se si decide di arrivare al Santuario della Madonna dei Bagni, il percorso diventa di 24 km perché il Santuario sta 2 km a sud della zona commerciale di Deruta, dove invece è possibile alloggiare all’hotel Melody (40/45 euro la mezza pensione) o al vicino agriturismo Alveare- via della vigna 7 (solo pernottamento 30 euro bassa stagione, 60 alta).

Da Deruta a Todi (Km 25). 23 km

(se si parte dal Santuario della Madonna dei Bagni.)

Itinerario facile, basta seguire la vecchia ss. Tiberina, attualmente suddivisa in diversi tronchi di strade provinciali, che costeggia praticamente sempre la E45.

Il primo centro abitato è Casalina (km 3,5) sulla cui piazza principale si trova la chiesa di san Girolamo ed annesso antico spedale dei pellegrini. Dopo Ripabianca (km 6,5), al bivio (km 7) proseguire per Collepepe e al km 8,5 proseguire sulla sp 383 di Pantalla. Al km 9,5 ignorare la segnaletica stradale per Todi sulla destra e proseguire diritto. Oltrepassato Collepepe si giunge ad Acquasanta (km 12). Sulla destra, vicino al Tevere, la chiesetta della Madonna dell’Acquasanta con affresco di scuola senese del sec. XVI. Pantalla (km 14), rettilineo fino al km 19,500. A sinistra per Pian di Porto, si percorre un lungo rettilineo lungo la E 45 poi nei pressi dell’Hotel Palace si gira verso destra e si imbocca un sottopasso sulla strada che va verso Orvieto, ai piedi del colle di Todi. Al primo incrocio si gira a sinistra per Ponte Rio (km 23) fino alla fine dell’abitato, dove nei pressi di una antica chiesa posta accanto alla strada sopraelevata, si prende a destra per una strada in forte pendenza (poco più di un km, ma veramente duro) che costeggia l’antico cimitero di Todi ed entra nella città da Porta Perugina.

Note: vi consigliamo di seguire l’itinerario indicato, anche se si tratta di strada asfaltata, perché poco trafficata e perché non esistono, al momento, alternative valide. Si sta comunque cercando di realizzare un percorso verde lungo il Tevere che, una volta definito, verrà indicato in questa guida.

Da Todi a Amelia (Km 34).

Uscendo dal centro storico attraverso la porta Amerina (a Todi detta anche porta Fratta) si scende per via s. Raffaele, piccola sosta alla chiesetta romanica di s. Stefano, e si prosegue per via delle Piagge fino a Ponte Naia. Cappella della Beata Vergine del Perpetuo Soccorso (km 1,2), poi andando in direzione Fiore (lungo il campo sportivo) si incontra (km 3) la chiesetta di S. Maria delle Grazie fatta costruire da Antonio Di Domenico PGR nel 1734 su precedente edicola del ‘500. poco più avanti si prende per la strada bianca a sinistra che costeggia il fiume Arnata e si dirige verso la Torricella. Superata l’unica casa che si incontra a sinistra lungo la strada in salita, ci si addentra subito dopo in un boschetto che porta ad una nuova piantagione di noci, al termine della quale la stradina rientra nel bosco dove al primo incrocio si gira a destra in direzione del toponimo Ospedaletto di Vasciano (km 6) o antico Ospedale di S. Maria Maddalena, posto lungo la via Amerina. La strada prosegue in direzione sud lungo la riva destra dell’Arnata fino a giungere al bel Ponte di Pesciano, tenendo sempre d’occhio sulla collina di fronte la Torre Olivola (strategica torre segnaletica a presidio della via Amerina che caratterizza questo tratto di territorio).

Attraversato il ponte di Pesciano si prosegue costeggiando l’Arnata, ora lungo la riva sinistra, fino al mulino di Ciuccio (oggi detto degli Inglesi). Superato il mulino di circa 200 metri ci si addentra nel bosco verso sinistra per circa 100 metri dirigendosi verso il guado del Fosso di Civitella, affluente dell’Arnata.

Attraversato il torrente, si entra in un campo seminativo che costeggia il tracciato della via Amerina nascosto tra filari di alberi posti lungo il campo sulla destra. Alla fine del campo, si prosegue per la strada che costeggia l’Azienda Faunistica Anguillara fino ai resti dell’antico ponte della Falce posto nei pressi del mulino Olivieri o di Pesciano. Attraversato il ponte della Falce prendere a destra per una dura salita che costeggia sempre l’Azienda Faunistica e porta alla mestaiola di Sismano (S. Eurosia), dove scollina e si dirige in discesa verso Forte Cesare e Castel dell’Aquila che si intravedono all’orizzonte verso sud. Di poco scostato a sinistra si vede anche Avigliano Umbro con la inconfondibile torre quadrata dell’acquedotto.

Percorsi alternativi:

1) al mulino degli Inglesi, abbandonare la strada maestra e dirigersi – prima del fabbricato – a sinistra verso l’Arnata per attraversarlo sopra un piccolo ponte pedonale e proseguire per la strada bianca per circa 3 km fino al mulino di Pesciano o Olivieri (consente di evitare il passaggio a guado del Fosso di Civitella che soprattutto nei mesi invernali porta molta acqua).

2) al mulino Olivieri si può costeggiare per circa 500 metri la riva sinistra del fiume fino ai resti del ponte romano della Falce e quindi prendere la ripida salita a sinistra prima del ponte verso la mestaiola di Sismano oppure si può salire fino alla mestaiola di Sismano per una strada alternativa più comoda della precedente, carrozzabile, anche se bianca ma un po’ più lunga, partendo direttamente dal molino Olivieri.

Dalla mestaiola di Sismano,dedicata a S. Eurosia, comunque procedere per la strada indicata prima che si dirige verso Castel dell’Aquila, attraverso i toponimi di Osteriaccia, Poggio della Mandorla, Santomanno, tenendo sempre sulla destra la sagoma inconfondibile di Forte Cesare Giunti alla zona artigianale ci si immette sulla strada asfaltata (km 18,5) che porta all’abitato di Castel dell’Aquila (km 20) sovrastato dalla chiesa di San Giacomo. Il paese dispone per l’accoglienza del centro parrocchiale, oltre ad alcuni agriturismi.

In caso di gruppi numerosi, nelle immediate vicinanze del centro parrocchiale c'è anche una palestra comunale (Comune di Montecastrilli) dove è possibile usufruire delle docce; rivolgendosi preventivamente all'incaricato o ottenere autorizzazione dal Comune di Montecastrilli.

A Castel dell'Aquila è possibile effettuare una semitappa per chi non riesce a fare l'intero tratto di 34 km tra Todi e Amelia.

Da Castel dell'Aquila ad Amelia rimangono 14 km, un percorso abbastanza facile e interamente segnato, quasi tutto in piano o discesa, ad eccezione di un leggera ascesa tra il ponte di S. Maria in Canale e le rovine del Castello del Lacoscello e circa un km di salita dal ponte di san Leonardo al convento dei Cappuccini (già antico ospedale di san Giacomo). Per chi percorre il Cammino Francescano dei Monti Amerini, con una piccola deviazione di pochi km. è possibile visitare sopra Collicello lo speco francescano ed il vicino rudere di un antico convento benedettino (richiedere informazioni sul posto).

Comunque uscendo da Castel dell'Aquila ci si immette sulla provinciale che va verso Amelia, dopo circa 700 metri in corrispondenza di un edicola sacra, prendere la stradina bianca a dx che va a costeggiare il torrente, fino al ponte di Collicello, si riprende la provinciale verso Amelia per circa 200 metri e si lascia di nuovo per la stradina bianca sulla dx; si prosegue fino in cima in loc. Laguscello, per ridiscendere a sn verso la stessa provinciale che conduce a Sambucetole; all'ingresso del paese si prende per l'indicazione dei Cappuccini Km 2. L'attuale convento dei Cappuccini venne costruito ampliando l'antico ospedale di san Giacomo, dal piazzale antistante già si vede il profilo di Amelia che dista circa 5 km. Si prosegue per la stessa strada fino a giungere al parco fluviale del Rio Grande, attraversato un nuovo ponte di legno, si sale sino ad Amelia che è di fronte.

Da Amelia a Orte (Km 18)

Tra Amelia ed Orte si possono fare diversi itinerari:

il primo è prendere la strada asfaltata che congiunge i due centri, circa 15 km.

Poi ce ne sono altri due che hanno in comune la prima parte fino ad arrivare in prossimità del confine tra le province di Terni e Viterbo (Umbria e Lazio), poi si può optare per una strada di fondovalle, lungo il Rio Grande o di crinale. Le due strade si ricongiungono circa 2 km prima di entrare nella cittadina di Orte. Di questi due che sono quelli da noi consigliati, quello di crinale è più breve (circa 16 km) quello di fondovalle è un po' più lungo (circa 18 km) ma assai più interessante sia dal punto di vista naturalistico (si attraversa il Rio Grande a guado ed una zona di solfatare con emissioni gassose e sorgive) sia dal punto di vista archeologico perchè si costeggia un tratto del fondo della antica via Amerina con i resti di un monumento funebre romano e si possono visitare gli scavi di un antico porto fluviale sul Tevere in loc. Seripola.

Partendo da porta Romana si prende la via primo Maggio verso Giove e si percorre per circa 3 km fino alla grotta di Lourdes in loc. Montenero. Da quel punto si prende la strada di S. Silvestro e la si percorre tutta sul crinale per circa 1 km e 400 m. L'ultimo tratto costeggia un grande vigneto, nel quale poi si entra per costeggiare il tracciato della antica via che si può intuire tra i rovi, sulla dx.Alla fine del vigneto si continua a costeggiare l'antico tracciato o si percorre in alternativa un sentiero nel bosco che ricalca ugualmente una vecchia strada o il sentiero fatto dall'ENEL sotto i pali di un elettrodotto in direzione Sud (il tutto per circa 500 m.). Si prosegue poi per circa 1 km lungo il bordo del campo stessa direzione, tenendo sulla destra il visibile antico tracciato segnato da rovi, ma anche da alberi di alto fusto, al confine tra le proprietà. Al termine del campo, sotto una villa di recente costruzione arroccata sul poggio, il cammino si divarica.

1) itinerario di crinale: si prende a sn, 100 m. fino alla provinciale Amelia Orte che si imbocca verso dx e la si percorre per circa 2, 5 km costeggiando gli agriturismi Campo Antico e la Vecchia Fattoria ed un altro casolare con una grande torre palombara fino ad una curva dove ci prende la strada bianca in accentuata salita, proseguendo poi lungo il crinale, avendo come punto di riferimento il casolare posto più in alto (loc. Cimacolle). Si prosegue costeggiando il fondo chiuso propr. Ciucci per circa un km fino alla confluenza della strada bianca sulla strada asfaltata che proviene da Penna in Teverina. Di fronte si vedrà l'indicazione del porto di Seripola (per chi volesse comunque visitarlo, è distante circa 500 metri, si deve scendere oltre l'agriturismo "la Chiocciola" fino al Tevere e poi tornare indietro fino al precedente incrocio) ; qui è il punto di incontro con l'altro itinerario di fondovalle (che sale dal porto di Seripola), da dove si prosegue per Orte, prendendo la strada provinciale verso sn per 700 m. e poi svoltare a dx per uno sterrato che discende verso il fiume e l'autostrada.

Al primo incrocio con una stradina interpoderale asfaltata, si prosegue a sn per 1,1 km fino a gioungere in prossimità della antica chiesa di San Lorenzo con memoria del passaggio di san Francesco (attualmente privata, ma in genere il proprietario su richiesta la lascia visitare). Si prosegue poi per un sottopassaggio oltre il quale si incontra un fontanile con copiosa acqua acetosa. Dopo il fontanile, a 100 m. ci si immette sulla strada principale verso dx., attraversato Tevere e Autostrada si prende la stradina posta sulla curva in forte ascesa per entrare ad Orte dalla porta di San Cesareo.

 
La Via Amerina
immagine La Via Amerina
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Questo itinerario va distinto in due parti:

La prima è quella che parte dalla mansio ad Vacanas e giunge ad Ameria.

La seconda è quella che parte da Ameria e prosegue per Todi, Perugia, Gubbio, Luceoli, ecc.

La prima era sicuramente basolata, la seconda probabilmente no.

Quindi la prima parte è sicuramente individuabile per quasi tutto il suo tracciato, perché vari tratti di basolato emergono perfettamente conservati, utilizzati talvolta ancora come strade interpoderali.

Rilevamenti e scavi sono stati effettuati dall’Istituto Britannico fino a Puntone del Ponte (insediamento falisco situato tra Corchiano e Gallese/Vasanello) nel periodo a cavallo tra sec. XIX e sec. XX.
Dal 1973 al 1985 l’archeologo T. Potter del B.M. ha condotto importantissime ricerche nei dintorni di Nepi, sull’ antico abitato di Narce che sorgeva lungo l’Amerina ed è giunto alla scoperta della domusculta di Capracorum, tipo di insediamento rurale fortificato del periodo alto medievale tra villa rustica (ex periodo imperiale) e castello vero e proprio.

Nel 1983 sono cominciati gli scavi in loc. San Lorenzo, Tre Ponti e Cavo degli Zucchi da parte del Gruppo Archeologico Romano sotto la direzione della D.ssa Laura Caretta, a sud di Falerii Novi che hanno rivelato, ai margini del basolato perfettamente conservato e poggiato su precedenti strade ricavate nel tufo, la necropoli della città con sepolture databili dal II sec. A.C. al IV dell’era volgare.

Alcune di queste tombe sono state rinvenute miracolosamente intatte, nonostante la frequentazione bimillenaria del sito, che ha visto il passaggio di orde di invasori da ultimo i Normanni che hanno distrutto nel 1100 Falerii Novi. E poi tombaroli a non finire.

Da Puntone del Ponte la strada giungeva a Vasanello passando ad Ovest di Gallese nei pressi della stazione ferroviaria di Montilapi e da li scendeva verso le Terme di Orte, costeggiava il lago Vadimone e attraversava il Tevere nei pressi del porto di Seripola, poi proseguiva lungo il corso del Rio Grande con un paio di attraversamenti.
Si stabiliva sulla riva sinistra di fronte alle solfatare, proseguiva in direzione Totano fino alle pendici di Monte Nero (ove attualmente c’è la grotta della Madonna di Lourdes) e poi verso Amelia sull’attuale tracciato della Provinciale ai lati della quale emergono inconfondibili testimonianze del suo passaggio, peraltro documentato fino al sec. XVIII dalle relazioni delle visite periodiche dei maggiorenti della Città di Amelia ai confini del Comune, sulle quali viene riportato che “ partendo da Porta Busolina prendevano la strada romana fino a Montenero, ecc:”

La distanza da Roma alla mansio ad Vacanas era di 21 miglia. Fino ad Amelia altre 34, cioè 51 km mentre la linea virtuale diretta misurerebbe solo 48 Km.

Del ponte sul Tevere nei pressi di Seripola non è rimasta traccia, mentre sono evidenti i resti del cosiddetto Ponte di Augusto, situato circa 1 Km più verso Orte.

Comunque l’abitato di Seripola dovrebbe essere stato abbandonato intorno al VII secolo d.C. Molti si affannano a costruire complicate teorie che servono a poco.

I due ponti potevano coesistere, oppure un nuovo ponte è stato costruito nel tempo più a Sud per ragioni di opportunità magari dettate dai movimenti del lago vulcanico di Vadimone o dagli allagamenti della valle delTevere prodotti dalle ricorrenti mutazioni climatiche.

Per il momento non ci è dato di sapere, anche perché studi approfonditi sui resti del cosiddetto Ponte di Augusto, salvo errori, non esistono.
E’ certo che da Seripola partiva anche un’altra strada di crinale che raggiungeva la strategica collina di Cimacolle per poi raggiungere località Campo Antico e da li Totano.Cimacolle oltre ad essere collegato con una strada diretta al porto di Seripola, guarda diretto anche al cosiddetto Ponte di Augusto. C’è da approfondire.

Il Ponte di Augusto, detto anche Pontaccio è crollato tra il 1514 e il 1524, si dice per le piene del Tevere. Qualcuno afferma che sia stato fatto crollare per ragioni strategiche legate alla difesa di Bracciano.

Sicuramente il traffico sulla via Amerina da quel momento è molto diminuito e da quel momento, fino alla costruzione di un nuovo ponte, l’attraversamento del Tevere avverrà con le barche o barconi. Abbiamo due toponimi “Barca”: uno nei pressi del l’antico porto di Seripola e l’altro,
la Barca di San Francesco, in corrispondenza della strada che scendeva da Castel Bagnolo.
In alcune carte del sei/settecento la via Amerina è segnata lì da dove proseguiva verso Narni e Todi senza passare per Amelia, ricalcando praticamente il tracciato della attuale Tiberina, con un passo di Amelia tuttora esistente nei pressi di Sangemini

A proposito di San Francesco almeno un volta deve essere transitato sulla via Amerina di ritorno da Roma nel 1209, dopo l’approvazione orale della Regola da parte di Innocenzo III.
I biografi raccontano della sua sosta ad Orte per una quindicina di giorni e del passaggio attraverso una zona ricca di sorgenti d’acqua ferruginosa e di fumarole di tipo solfureo, dunque le attuali terme, l’acqua acetosa di San Lorenso, le solfatare lungo il Rio Grande…
C’è chi dice che abbia sostato presso la Barca di San Francesco nella chiesa di s.Nicolao, chi a s. Masseo, chi a s. Lorenzo. C’è veramente da approfondire, come sulla funzione delle innumerevoli torri e fortificazioni situate nel territorio ortano, sicuramente legate al transito della via Amerina e dei suoi diverticoli. A voi la parola!

Il secondo tratto per Todi, Perugia, Gubbio, ecc., partiva da Amelia lungo la riva sinistra del Rio Grande che attraversava in loc. Le Rote; proseguiva poi lungo la sponda destra fino al ponte di San Leonardo (oltre i Cappuccini, per intenderci) ove lo attraversava di nuovo. Proseguiva lungo la vallata collegando tutta una serie di castelli e piccoli paesi (che in realtà sono nati …dopo, sulla via Amerina): Sambucetole, Lacuscello, Collicello, Canale, Frattuccia, Castel dell’Aquila, Forte Cesare fino alla cosiddetta Mestaiola di Sismano nelle cui vicinanze sorgeva il paese di Civitelle.
Da qui si tuffava nella valle del fiume Arnata che costeggiava e attraversava in più punti (o i suoi affluenti) su ponti tuttora esistenti fino a raggiungere Todi ove entrava da Porta Amerina a formare
un decumanus maximus (come dice lo storico e archeologo Giovanni Becatti) ma secondo me è forse più il cardo maximus; attraversato il foro usciva a Nord, traversava il torrente Rio e si dirigeva verso Deruta, Vettona, ecc. sulla riva sinistra del Tevere. Percorso tra Todi e Perugia sostanzialmente ricalcato dalla moderna Via Tiberina.

E’ chiaro che nel medioevo, con la nascita dei castelli, venne gradualmente abbandonato il percorso di fondovalle diventato malsicuro per preferire un nuovo tracciato di crinale, parallelo a quello più antico, che unisce Avigliano, Dunarobba, Sismano, Pesciano, Montenero, Vasciano oppure sul lato opposto S. Restituta, Toscolano, Melezzole, Morre, Collelungo, Izzalini, Fiore, ecc. oppure l’altro
intermedio che unisce Castel dell’Aquila a Camerata e Torre Gentile passando per Torre Olivola che rappresenta la più imponente e strategica fortificazione posta a vigilare sulla valle dell’Arnata tra Castel dell’Aquila e Todi.

 
Passeggiate ad Amelia
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Punto di partenza per tutte le passeggiate: check point lungo la riva destra del Rio Grande

1 – GIRO DEL BOSCO

LUNGHEZZA : km. 2,500

DURATA: ore .0,45

VALUTAZIONE: FACILE

Si parte dal check point lungo la riva destra del Rio Grande, fino a giungere al Km. 1,250, al bosco di lecci che ci porta a scoprire il Lago Vecchio con il suo vecchio mulino,la diga del 1200 e con un po' di fortuna la cascata che frena il Rio Grande. Ritornati fuori dal bosco di lecci, si gira a destra su una strada dolcemente in salita fino al km. 2,100 dove si incrocia la strada per località Cappuccini. Girati a destra lungo la strada si giunge di nuovo al posto di partenza.

  • DA VEDERE

  • lago vecchio formato dalla confluenza del Rio Grande e il Fosso Macchie, da considerarsi lago artificiale formato dallo sbarramento con la Diga di Ponte Grande. L'invaso serviva in passato per il funzionamento dei mulini lungo il percorso.Oggi il lago è utilizzato a scopi turistico-ricreativi,: passeggiate, ritrovo per la pesca,luogo ideale per rilassarsi. Un'Associazione locale, “ gli Amici del Rio Grande”, hanno trasformato l'area provvedendo a realizzare la spiaggia per l'approdo delle barche, le aree per pic-nic e i sentieri che permettono di visitare la vecchia Diga medioevale della Para e fare attività sportiva.

2 - GIRO DI SAN GIOVANNI

LUNGHEZZA Km. 5,8

DURATA ore 1,50

VALUTAZIONE media difficoltà

Si parte dal parcheggio di Ponte Alvario e si costeggia la riva del Rio Grande fino al Ponte Nuovo; arrivati al maneggio si gira a sinistra e poi subito a destra.; da qui si percorre la strada vicinale in salita fino al Km. 2,700 sotto le mura di San Giovanni.

Si gira a destra per un piccolo borgo e si arriva alla S.S Amerina al Km. 3,000 attraversata la statale poi girando a destra si percorre il marciapiede sotto il Monte del Salvatore fino ai giardini di Amelia e alla Passeggiata.
Al termine dei giardini si gira a destra sotto le mura poligonali e si imbocca via Nocicchia fino al Km. 4,500 dove si gira a destra per la strada vicinale in discesa che porta al Ponte nuovo, attraversato il quale si torna al punto di partenza.

DA VEDERE S.Giovanni

  • Convento francescano costruito nel 1400, ove vi sono succeduti vari ordini di frati sino al 1870, anno in cui, inseguito all'esproprio dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, viene acquisito dal Comune di Amelia. Nel 1898 viene acquistato dalla famiglia Colonna che lo ristruttura a villa e pochi anni dopo ceduto alla famiglia Attili, gli attuali proprietari.

3 - GIRO DELL' ASPRETA

LUNGHEZZA km. 10,000

DURATA ore3,30.

VALUTAZIONE impegnativo

Dal punto di incontro si costeggia il Rio Grande fino al Ponte Nuovo, attraversato quindi il ponte si gira a sinistra da dove attraverso una strada sterrata si comunicia a salire fino a raggiungere al km. 2,000 il casale di Piubbica.
Lasciato il casale si prosegue lungo il bosco e per una discesa abbastanza impegnativa si giunge al km 3,000 , ad un campo pianeggiante.

Costeggiando il campo per ca. 500 mt., sulla destra , si comincia la salita; durante il cammino tra alberi di quercia , olmo, leccio incontriamo le antiche fornaci e le vecchie postazioni di caccia , fino ad arrivare al km. 5,500 alla cima della“Peacchia”.

Dopo aver attraversato la barra si prosegue lungo la strada pianeggiante e panoramica che porta alla Villa Aspreta al km.5,500

Attraversata l'Aspreta si prosegue attraverso il bosco , tenendo sempre la destra, fino ad arrivare nuovamente al casale di Piubbica al km. 8,000

Proseguendo il percorso in senso contrario si torna al ponte nuovo e quindi al punto di incontro.

DA VEDERE:

  • Villa Aspreta

Due colonne danno accesso a un lungo viale che giunge fino alla villa: questa venne costruita nel '700 su un preesistente edificio realizzato da Antonio da Sangallo. Qui è anche il sito di una villa rustica romana della quale sono state riportate alla luce due cisterne.


4 - GIRO DEL PONTE

LUNGHEZZA Km 3,000

DURATA ore 1

VALUTAZIONE facile

Dal punto di partenza di Ponte Alvario si gira a sinistra fino ad attraversare il Ponte di Amelia costruito sulla S.S Amerina; si gira quindi a sinistra e si percorre in salita la strada di Nocicchia costeggiando il vivaio al Km. 1,500 si gira ancora a sinistra sulla stradina in discesa che porta al Ponte Nuovo e attraversato sulla sinistra si torna al punto di partenza.

5 - GIRO DELLA CAVALLERIZZA

LUNGHEZZA: KM 6 ,000

DURATA ore 2,00

VALUTAZIONE : media difficoltà

Dal punto di incontro si attraversa il Ponte Alvario e si attraversa la strada per Macchie per poi girare a destra e per una comoda strada sterrata si sale dolcemente fino ad arrivare, dopo Km 2,300 al Parco della Cavallerizza ( antica riserva di caccia dell'Amerino). Lasciato il galoppatoio a destra, per un comodo e pianeggiante sentiero nel bosco, si compie il giro completo del Parco, lungo Km. 2.000. Al termine si inizia la discesa per il ritorno;percorrendo il sentiero si ha una bellissima vista su Amelia e al km. 5,000, si può ammirare lo Scoglio dell'Aquilone; proseguendo in discesa sulla S.S si torna al Ponte da dove, seguendo le indicazioni per macchie si torna al punto di partenza

6 - GIRO DELLE MURA

LUNGHEZZA : km. 6,000

DURATA : ore 2,00

VALUTAZIONE: impegnativo

Dal piazzale si prende a sinistra , attraversato il ponte sulla S.S Amerina, si prosegue tenendo la destra, in direzione Amelia; dopo ca mt 50 al Km. 0,700, subito a sinistra si prende il sentiero in salita che giunge allo scoglio del Frullano al Km 1,400.

Si prosegue lungo le mura ,lasciando sulla sinistra Porta della Valle e percorrendo un sentiero in discesa, fino ad arrivare al km 2,300 ai Giardini d'inverno da dove, superata porta Pennina si arriva al Km. 2,700 a Porta Romana; superata questa e tenendo sempre la sinistra si giunge alla Fontana di Nocicchia al Km. 3,200 da dove a Porta Leone, si imbocca via Luciano Lama;la leggera salita conduce fin sotto Porta Posterola al km. 3,700, dopo la rotonda si prosegue in discesa sulla nuova variante fino ad arrivare al bivio del vivaio al km. 4,400; da qui si gira a destra percorrendo la strada di Nocicchia fino al Km 4,600 poi si gira a sinistra in discesa fino al Ponte Nuovo; attraversato questo si torna al Piazzale di Ponte Alvario.

DA VEDERE

  • MURA POLIGONALI

Una leggenda le vuole costruite dai Ciclopi. Le mura poligonali risalgono a più di 2400 anni fa e sono la straordinaria testimonianza delle antiche civiltà che qui hanno abitato: un'impressionante muraglia di blocchi incastrati tra loro senza malta, a difesa della città da oltre 24 secoli. Sono linghe oltre 700 mt, alte più di 8 e con uno spessore di 3 ,5 mt.

  • PORTE

- PORTA DELLA VALLE E' la porta a ovest delle antiche mura di Amelia (Terni). L'unica pedonale. Oltre il varco un'imperdibile paesaggio

- PORTA PENNINA

- PORTA POSTEROLA La porta, che fu per secoli l´accesso principale della città, costituisce un bell´ esempio di posterola (o pusterla) costituita da due porte con incorniciatura in travertino e sormontate da archi a tutto sesto poggianti su mensole (sec. XIII) Le due porte sono disposte perpendicolarmente ´una all´altra formando una piazzola adibita a luogo di ispezione merci e pagamento dazi. Possiamo notare, da questo punto, l´ardito slancio architettonico dell´abside di S. Agostino, di stile gotico poggiante su preesistenti strutture romaniche. Risalendo per l´omonima via, si può inoltre ammirare la chiesa di S. Girolamo in Posterola risalente alla fine del 1500

-PORTA ROMANA Porta Romana è la più centrale e maestosa delle quattro porte che permettono

l´accesso al centro storico ed è anche la più moderna delle quattro, l´aspetto attuale risale infatti al sec. XVI quando fu modificata e costruita in travertino. In epoca medievale, la porta era chiamata Busolina perché vi si conservava il "bussolo" per le elezioni della magistratura comunale. nel cielo voltato a botte appare l´affresco con l´arme della città - A.P.C.A. in banda bianco argento su campo azzurro - "Antiani Populi Civitatis Ameriae", che significa "GLI ANZIANI DEL POPOLO DELLA CITTA´ DI AMELIA".

- PORTA LEONE Sembra che tale accesso alla città fu voluto da Papa Leone IV che aveva provveduto nel sec. IX anche al restauro delle mura. L´omonima via che si apre dopo la Porta, era sin dall´antichità la strada dove si affacciavano le botteghe degli artigiani: fabbri, falegnami, maestri bottai, carbonari, maniscalchi, fornai per il pane, taverne.


 
Percorso circolare di Collicello.
immagine Percorso circolare di Collicello.
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Il tracciato del Percorso Circolare di Collicello è un’occasione per camminare lungo antichi percorsi segnalati, incontrando sulla strada ruderi di antichi monasteri, testimonianze di un passato denso di storia e di misticismo, immmergendosi in un ambiente di tranquillità senza pari, impreziosito da una flora e da una fauna di grande interesse.
Lungo il percorso, piacevole soprattutto nella bella stagione, ci si imbatte nel passaggio per lo "Speco Francescano" dove si può visitare l'angusta "Grotta" dove secondo la storia-leggenda si fermava a pregare San Francesco.
Più oltre si scoprono i ruderi del "Convento Benedettino". Da alcuni bei particolari ancora intatti si può immaginare il passato splendore architettonico della costruzione.

Proseguendo ci si avvia al Belvedere verso la Piana di Monte Piglio attraversando prati dove è se si è fortunati è possibile ancora vedere cavalli allo stato brado, allevamenti di daini e greggi di pecore.
In prossimità di Collicello, al termine dell'escursione, si scoprono le rovine del "Castello di Canale", un complesso molto articolato, ricco di storia e di fascino.
Quando si avvistano le possenti torri che caratterizzano il piccolo centro di Collicello siamo giunti alla fine di questa incantevole passeggiata in questo angolo dell'Umbria.

Il Percorso Circolare di Collicello è aperto tutto l'anno.
Sono previsti tre tipi di percorsi:

- Percorso rosso - Mountain bike di 10 km

- Percorso verde breve di 6 km;

- Percorso blu completo di 11 km
Info: www.prolococollicello.it

 
Percorso da Amelia a Montecampano
 
Percorso tra boschi secolari, rocche e castelli
immagine Percorso tra boschi secolari, rocche e castelli
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Il territorio amerino si snoda tra boschi tipici della macchia mediterranea, rilievi collinari ed ampie pianure, dove le colture agricole si alternano a vigneti ed uliveti e dove le vicende storiche hanno lasciato il loro segno inconfondibile.
Numerosi i piccoli paesi medioevali, casolari di campagna, resti di antichi castelli e borghi fortificati sorti in posizione strategica lungo quello che, anticamente era il Corridoio Bizantino, l'unica arteria che a partire dal VI secolo d.c. assicurava il collegamento tra Roma e l'Adriatico in alternativa alla Via consolare Flaminia che era sotto il Ducato Longobardo.
Da Amelia, si percorre la Str. Statale 205 in direzione di Narni e, superato il monumentale ingresso a Villa Aspreta, conosciuto come Le Colonne, si prosegue lungo la provinciale Tuderte-Amerina.
Si supera Foce, si lascia la strada provinciale al bivio per Sambucetole che conserva parte dell'impianto medievale e qualche tratto di mura, quindi si raggiunge il paese di Collicello con cerchia muraria e torri ancora visibili, poi Castel dell'Aquila; del castello sorto nel XIII° secolo rimane una torre e parte della cinta muraria.

Qui ha sede il Museo della Civiltà Contadina.
Vicino sono i ruderi di Forte Cesare, strategica fortificazione sorta lungo il Corridoio Bizantino che attraversava il territorio. A Galisciano si trova la grotta dove soggiornò San Francesco. Non lontano sono i ruderi della Rocca di Canale e infine il grazioso borgo medievale di Frattuccia.
 
Una piccola area naturalistica tra Porchiano del Monte (Amelia) e Attigliano
immagine Una piccola area naturalistica tra Porchiano del Monte (Amelia) e Attigliano
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Piccola area naturalistica tra Porchiano ed Attigliano, è attraversata da un sentiero ad anello (segnavia rossi e bianchi) che si può percorrere in circa un'ora. L'ingresso è libero e soltanto a piedi. L'ingresso nord si trova lungo la provinciale 86 Porchiano - Attigliano, ed è visibile poiché posto nei pressi di una bacheca esplicativa, dove si può lasciare l'auto. Lungo il sentiero sono presenti una serie di cartelli divulgativi sulle piante e sugli animali presenti nella zona. Ci sono punti che presentano brevi salite. Il sentiero è aperto tutto l'anno e volendo è possibile contattare una guida che gratuitamente accompagnerà i visitatori. Per fare questo, contattare Marcello Paolocci al numero 338 1127340.
Durante l'anno vengono organizzate delle iniziative (corsi di riconoscimento di piante medicinali e alimentari, passeggiate notturne, riconoscimento uccelli, iniziative per le scuole, ecc.) e maggiori indicazioni si possono ricavare consultando il sito: http://www.sentierodipalliccio.blogspot.it/


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